Natale: il cibo delle feste in Italia (vol. 2)
Ci eravamo lasciati qualche giorno fa con la prima parte del nostro viaggio tra le tavole e le dispense natalizie italiane. In ordine rigorosamente alfabetico abbiamo percorso le prime 10 regioni della nostra penisola raccontando cosa si usa mettere in tavola il giorno di Natale, o alla Vigilia oppure ancora a Santo Stefano.
Oggi continuiamo (e finiamo) il nostro percorso. Come l’altra volta, se avete suggerimenti o correzioni da segnalare per rendere il post quanto più completo e vicino alla realtà possibile fatelo nei commenti qui sotto. Grazie!
Assodato che il Molise esiste
è proprio qui la Vigilia si usa gustare il tradizionale brodo alla termolese, mentre per il giorno di Natale si opta per una zuppa di cardi e un baccalà.
Veniamo al Piemonte: antipasto a base di vitello tonnato per proseguire poi con bollito e cappone.

Vitello Tonnato (fonte http://wp-finefood.com)
Scendiamo in Puglia dove il mare incontra la terra anche il giorno di Natale: a farla da padroni sulle tavole natalizie sono infatti orecchiette, capitone (arrosto o in umido), agnello, tacchino e pollo allo spiedo.
Eccoci poi in Sardegna dove fregola (sarda!), pecorino e ricotta non mancano mai, sia il giorno della Vigilia, sia quello di Natale.

Fregola sarda
Sulla nostra isola maggiore, la Sicilia, la cucina è molto più di una tradizione: è una vera e propria arte. Tra i tanti piatti che dominano la tavola del Natale ricordiamo la pasta con le sarde e lo sfincione.

Pasta con le sarde (fonte http://www.palermomania.it)
Arriviamo in Toscana terra di grande tradizione enogastronomica: dal patè di fegatini adagiato sui crostini, ai cappelletti in brodo passando da ottima carne cotta alla brace, quel che sicuramente non può mancare è del buon vino (locale!) ad annaffiare per bene l’abbuffata.

Passiamo al Trentino Alto Adige dove, oltre ai classici canederli, viene annoverato un dolce tipico del Natale, originario soprattutto della zona di Bolzano, lo zelten. Tipico dolce di frutta secca, la tradizione vuole che la fetta più grande spetti al capo famiglia mentre le fette più piccole sono destinate alle ragazze in età da marito.

Zelten (fonte http://machetiseimangiato.com)
In Umbria, un po’ come in tutt’Italia del resto, non si bada alle quantità: dalla zuppa con i cardi (che come abbiamo visto è tipica delle regioni del Centro), a quella a base di castagne, dalla faraona per secondo al pan pepato per dolce la tavola di Natale è zeppa di leccornie.
Torniamo al Nord, in Valle d’Aosta dove il Natale viene festeggiato a suon di mocetta (tipo bresaola), lardo, fonduta di formaggio e carne alla brace.

Mocetta (fonte http://honest-food.net)
Chiudiamo il nostro tour in Veneto: certi che il vino non possa (e non debba) mai mancare, baccalà alla vicentina, minestra di tagliatelle con fegatini in brodo di cappone e di manzo (soprattutto a Vicenza) e bollito misto alla veronese con pearà (cioè salsa realizzata con pane grattugiato, midollo di bue, burro, brodo di carne e abbondante pepe) anticipano il gran finale interpretato dal mitico Pandoro di Verona.

Pandoro (fonte http://www.retroonline.it)
Con l’acquolina in bocca e il countdown già partito, vi auguriamo buone feste e, come sempre, buon appetito!








